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Bari

Raffaele Gorjux

R. Gorjux foto

Raffaele Gorjux

Per onorare Bari e quanti operano per il suo progresso è nostro dovere ricordare i suoi più illustri agenti, colui che “ha servito Bari senza servirsene”, come amava definirli e definirsi, Alfredo Giovine.

Tra costoro un posto preminente merita Raffaele Gorjux.

Ne tracciamo un breve ricordo, a poco più di un anno dalla ricorrenza del settantesimo anniversario della morte (5 giugno 1943). Tale nota comunque ci consente di rinverdire, anche ai “distratti” delle patrie vicende, i traguardi raggiunti dalla nostra ultracentenaria e gloriosa testata e le battaglie intraprese per il miglioramento civile, sociale ed economico della nostra terra e della operosa ed alacre gente di Puglia.

gazzetta 100

Il Nostro nacque a Lucera (FG) l’8 gennaio 1883, conseguito il titolo di studio, volle intraprendere la carriera giornalistica e iniziò a collaborare con Il Corriere delle Puglie di Martino Cassano (fondatore de La Settimana (15.11.1885) prima e del Corriere delle Puglie (1.9.1887) poi.

Viaggiò parecchio tra Stati Uniti e Messico, dove acquisì notevole carattere di penna e “intuito giornalistico”. Tornò a Bari ed entrò a far parte del Corriere e ne divenne redattore. Sposa Vanda, figlia del collega Vezio Bruschi e, nel 1920, diviene vicedirettore del Corriere, diretto da Leonardo Azzarita, mentre Cassano era passato alla presidenza del Consiglio di amministrazione.

Piccole tensioni nei rapporti interni, ma soprattutto l’arrivo di nuovi proprietari “extraregionali”, indussero Gorjux a lasciare il Corriere e a fondare un proprio giornale, portando con sé, tra gli altri, Luigi De Secly, Matteo Incagliati, Domenico  Maselli, Leonardo Mastrandrea, Francesco Lopez y Royo, Paolo Magrone ed altri, sguarnendo la compagine del Corriere.

Il 26 febbraio 1922 esce il primo numero de La Gazzetta di Puglia. Neanche un anno e La Gazzetta acquisisce il “decotto” Corriere, ormai in abbandono, iniziando l’avventura di quello che sarà tra i più importanti e influenti quotidiani del Sud.

Nel 1926 esce La Gazzetta del Lunedì, dal caratteristico color verde acqua della carta, nel 1927 la Gazeta Shqipetare. Nel frattempo dal civico 18 di Piazza Roma si passa al civico 48, nel novello e storico palazzo, la nuova sede (oggi scomparso).

Il 25.2.1928 esce il primo numero de La Gazzetta del Mezzogiorno. Il giornale vola tra successi e tirature sempre crescenti. Il 1° settembre 1936 a sorpresa, per le vie di Bari echeggiano gli urli di alcuni strilloni, “La Gazzetta!! La Gazzetta della Sera! Le notìzzie frèscke frèscke a vvìinde cendèseme; s’av’abbresciàte u traiìne de la nève, accattàdeve la Gazzètte de la Sère; chidde ggnore sò le lèttre”.

Gazzeta Sera

Un’altra trovata del Direttore; la testata poco nota a studiosi del settore, è stata una piacevole e casuale scoperta e per gli amanti delle cronache del giornalismo non solo locali, la documentiamo in copia.

A Gorjux e ai suoi validi collaboratori si devono battaglie e risultati positivi ai problemi del Porto, per il trasferimento della Corte d’Appello, per la costituzione della Fiera del Levante e dell’Università e tante altre di impegno non solo civile. La morte lo colse, all’improvviso, intento, come sempre e come è il direttore di qualsiasi testata, al suo tavolo di lavoro.

Nel 1957, in un articolo pro-monumento ad Armando Perotti, Luigi De Secly narrava i rapporti dello stesso con La Gazzetta lasciandosi andare a nostalgici ricordi dei tempi in cui, si andava a dormire alle 6, 7, del mattino, dopo aver trascorso l’intera serata a impostare il Giornale e correggerne le bozze o a modificare la prima pagine, per l’improvvisa e straordinaria notizia dell’ultim’ora.

Altri tempi! Bei tempi? Forse! Ormai sono parte della nostra storia.

Felice Giovine

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